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Pompe bianche fuori dal price cap: il 35% della rete che rischia di chiudere

Il tetto vale al dettaglio, non all'ingrosso: oltre un terzo degli impianti italiani compra a prezzo di mercato e non può competere con Eni, IP e Q8. Assopetroli chiede il cap anche alle forniture.

Fonti: Assopetroli, Linkiesta, CislLettura: 6 min

C'è un'Italia della benzina che non vedete nelle foto delle code alle Enilive: sono gli oltre 300 marchi indipendenti, le pompe bianche e no-logo che coprono più di un terzo della rete nazionale. Per loro il price cap non è uno sconto, è una minaccia. Il tetto di Eni, IP e ora Q8 vale infatti per il carburante venduto al dettaglio nelle stazioni, ma non per quello ceduto all'ingrosso — ed è proprio all'ingrosso che gli indipendenti si riforniscono, a prezzi legati alle quotazioni di mercato. Come ricostruisce Linkiesta, più cresce il numero dei grandi gruppi coinvolti, più il confine tra intervento volontario e alterazione della concorrenza si fa sottile.

A dare voce all'allarme è Assopetroli-Assoenergia, che rappresenta imprese della distribuzione e dell'ingrosso: «Se il tetto non è esteso alle forniture rischiano di chiudere. Si dia la possibilità a tutti di concorrere», dice il segretario Sebastiano Gallitelli, chiedendo un tavolo immediato con governo e filiera. Il punto è semplice: se il tuo fornitore vende a prezzo pieno e il concorrente a fianco vende al tetto, o azzeri il margine o perdi i clienti. E il margine, come abbiamo raccontato nella protesta dei benzinai, è di pochi centesimi al litro.

Chi resta fuori dal tetto (e perché vi riguarda)

Fuori dal calmieramento non ci sono solo le pompe bianche. C'è tutto il cosiddetto extra-rete: autotrasportatori, agricoltori, industrie, pescherecci e cantieri comprano direttamente dai fornitori senza passare dalle pompe aderenti. Non a caso le proteste più dure arrivano da lì — il fermo siciliano dal 16 ottobre, i trattori in strada, i taxi verso lo sciopero. La Cisl con Daniela Fumarola chiede «una norma stabile» per un tetto dinamico uguale per tutti, legato alle quotazioni e sostenuto dai margini a monte, più un contributo sui superprofitti per i più colpiti. Federconsumatori calcola intanto un sovrapprezzo medio di 19,67 centesimi al litro pagato dai cittadini dall'inizio del conflitto: il metro con cui giudicare se gli scontri di oggi basteranno.

Se fate abitualmente rifornimento da un indipendente, non datelo per spacciato: spesso le pompe bianche restano le più economiche proprio perché hanno costi di struttura minori, e con tre grandi marchi calmierati la concorrenza locale può riservare sorprese. Verificate sempre i prezzi reali sulla pagina delle pompe bianche e con la ricerca vicino a voi. E se state valutando se passare a GPL o diesel per spendere meno, leggete conviene il GPL e conviene il diesel. Il contesto dell'operazione che ha consegnato IP agli azeri è in Socar compra IP.

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