Fermo tir dal 16 ottobre: Sicilia e Calabria si fermano contro il caro gasolio
Quattro giorni di camion fermi nei piazzali siciliani, dal 16 al 20 ottobre, e lo stop dell'autotrasporto calabrese dal 16. Le date, i motivi e cosa può succedere a scaffali e distributori.
Fonti: LaPresse, LiveSicilia, Calabria7, MIMITLettura: 5 min
In Sicilia il conto alla rovescia è partito il 28 settembre, quando il Comitato autotrasportatori siciliani coordinato da Salvatore Bella ha proclamato il fermo: dalla mezzanotte del 16 ottobre alla mezzanotte del 20 i camion non movimenteranno i semirimorchi nei porti dell'isola. Nessun blocco stradale, nessun presidio. «Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali» fino a quando il governo non darà risposte, ha detto Bella a LaPresse. L'8 ottobre il Comitato ha confermato la data, avvertendo che senza risposte la protesta potrebbe proseguire a oltranza. Secondo il Comitato, i colleghi del Nord non vi aderiranno.
I motivi vanno oltre il prezzo alla pompa. C'è il gasolio, certo, che pesa più che altrove su chi deve coprire migliaia di chilometri per raggiungere i mercati del Nord e dell'Europa centrale. Ma ci sono anche i traghetti, diventati «proibitivi» da quando gli armatori scaricano sui biglietti il costo della tassa europea sulle emissioni (ETS), e i pagamenti del Sea Modal Shift, l'incentivo al trasporto via mare, che secondo il Comitato non sono ancora arrivati. Le richieste, riassunte da LiveSicilia, sono interventi economici immediati e strumenti per la continuità territoriale. Tra i comparti più esposti c'è l'ortofrutta, che vive di spedizioni rapide verso il continente.
Calabria: lo stop di Fedralog e i depositi bloccati
In Calabria il fermo del 16 ottobre è firmato Fedralog. Dopo un presidio di un centinaio di camion sotto la Cittadella regionale, la Regione ha istituito una consulta tecnica e stanziato 15 milioni contro il caro carburante, ma per l'associazione non basta: il problema, spiega il consigliere regionale Girolamo Giovinazzo a Calabria7, è che molte imprese non hanno più la liquidità per far girare i mezzi. Giovinazzo si è scusato in anticipo «con chi non vedrà il litro di latte» sugli scaffali e ha ipotizzato un'estensione della protesta alla Sicilia e poi al resto del Paese.
Che cosa succede quando si fermano le autocisterne lo si è visto il 7 ottobre. A Vibo Marina i trattori del Movimento Territorio e Agricoltura hanno bloccato l'accesso ai depositi di Eni e Meridionale Petroli, e diversi impianti del Vibonese, del Lametino e del Soveratese hanno avuto difficoltà di rifornimento, con code e corse al pieno, come racconta ancora Calabria7. Il presidio è stato poi sciolto e le partenze delle cisterne sono riprese. Sono annunciati altri presidi il 9 ottobre e una manifestazione a Cosenza il 10, in piazza Loreto.
Distributori a secco? Cosa fare prima del 16
Il Comitato siciliano parla di semirimorchi fermi nei porti, non di autocisterne: il rischio per i distributori è soprattutto locale, legato a eventuali blocchi dei depositi. L'esperienza di Vibo dice però che bastano poche ore di depositi chiusi per creare code. Il consiglio è quello di sempre: niente assalti, ma se il serbatoio è in riserva fate il pieno nei giorni prima, scegliendo dove costa meno. L'abbiamo visto con le code e i cartelli esaurito del 28 settembre: è la corsa in massa a svuotare le pompe, più della scarsità vera.
Per orientarvi, i prezzi medi di oggi sono nelle pagine della Sicilia e della Calabria, mentre la ricerca vicino a voi mostra i distributori della zona con il prezzo comunicato al MIMIT. Chi viaggia in autostrada può confrontare le aree di servizio nella pagina prezzi in autostrada.