Assalto alle pompe Eni: code, cartelli esaurito e prezzi in calo
Lunedì 28 settembre il tetto di Eni e IP debutta tra file di auto da Napoli a Firenze e serbatoi svuotati in poche ore. Le medie MIMIT scendono, ma di pochi centesimi: cronaca di una giornata storica alla pompa.
Fonti: Ansa, Sky TG24, MIMITLettura: 5 min
Non si vedeva una cosa così da anni. Alle prime ore di lunedì 28 settembre, con il price cap appena entrato in vigore, davanti a diversi distributori Eni ed Enilive si sono formate code di automobilisti a caccia del pieno a 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio. Da Napoli a Firenze fino a Roma, racconta l'Ansa, alcuni impianti hanno venduto migliaia di litri in poche ore, tanto da dover appendere il cartello «esaurito» su benzina o diesel in attesa delle autobotti. Niente corsa generalizzata, precisano le agenzie, ma un segnale clarissimo: quando il prezzo scende davvero, gli italiani lo notano subito.
Chi è arrivato tardi ha trovato i prezzi nuovi già esposti — e la delusione di dover rimandare il pieno. Enilive ha assicurato che la logistica è attrezzata per i picchi di domanda, senza poter escludere del tutto tensioni nei prossimi giorni. Se avete in mente un rifornimento, il consiglio è guardare prima dove conviene davvero: la ricerca vicino a voi mostra i prezzi comunicati al MIMIT impianto per impianto, tetto compreso.
I numeri del MIMIT: scendono, ma di poco
L'Osservatorio del ministero certifica l'effetto del primo giorno, e insieme i suoi limiti. Sulla rete ordinaria la benzina self è passata da 2,159 a 2,152 euro al litro e il gasolio da 2,377 a 2,369; in autostrada il calo è più marcato, con la verde da 2,254 a 2,214 e il diesel da 2,459 a 2,420. Il giorno dopo, 29 settembre, la discesa è proseguita: 2,126 la benzina e 2,335 il diesel sulla rete nazionale. Pochi centesimi in media, come nota Sky TG24, perché il tetto copre solo una parte della rete — ma per chi fa il pieno all'impianto giusto il risparmio supera i 10 euro, come spieghiamo in quanto si risparmia davvero sul pieno.
La geografia del calo racconta dove Eni pesa di più: secondo l'Unione nazionale consumatori il ribasso maggiore è in Friuli Venezia Giulia, con meno 2,6 centesimi sul gasolio e 2,4 sulla benzina, seguita dal Lazio e dall'Abruzzo. Fanalino di coda la Sardegna per il diesel, dove le stazioni Enilive sono poche. Morale: il codice di avviamento postale conta quanto il marchio, e le classifiche delle città lo mostrano giorno per giorno.
IP parte da 300 impianti
Intanto anche Socar ha acceso i motori: per il debutto ha calmierato i prezzi in 300 distributori IP su circa 3.400, applicando gli stessi listini del Cane a sei zampe, e prevede di estendere i ribassi per gradi valutando le aree di mercato — con possibile coinvolgimento di Esso e degli altri operatori riforniti da IP. La partenza a macchia di leopardo spiega perché molti automobilisti, lunedì, abbiano trovato prezzi IP ancora in linea con i giorni scorsi. La ricostruzione completa è su Euronews, mentre per il meccanismo rimandiamo a come funziona il tetto IP. E dal 1° ottobre si aggiunge anche Q8 con il suo price cap.